Fedora – Piacenza
di Gian Francesco Amoroso
…un vero e proprio noire a tinte fosche, agiscono di viscerale istinto con azioni estreme e ripensamenti improvvisi…Tutto questo sapore lo respiriamo già nella breve introduzione orchestrale – messa ben a fuoco dal maestro Aldo Sisillo – con cui Giordano principia l’opera: un tema sfiorito, lacustre, decadente, intriso di quella passione che non si potrà mai avverare. Complice l’elegantissima regia di Pier Luigi Pizzi, che ha firmato anche le scene e i costumi, in cui l’essenzialità cede spazio al dramma interiore dei personaggi rendendo ancor più nitido l’intreccio.
…Ottima anche nella scelta dei comprimari merito di un sapiente lavoro di regia ma anche di una concertazione piuttosto variegata da parte del maestro Aldo Sisillo che ha messo in luce le caratteristiche di una partitura ben scritta, compatta nel suo incedere drammaturgico e dettagliata nell’orchestrazione grazie anche all’ottima Orchestra Filarmonica Italiana.
Particolarmente attento nei volumi, Sisillo non si è mai abbandonato a fragorose sonorità ma ha mantenuto una certa eleganza anche nelle pagine di maggior trasporto.Questo in perfetta linea con la visione di Pier Luigi Pizzi che ci insegna, ancora una volta, come sia possibile realizzare un ottimo spettacolo con mezzi misurati ma estremamente funzionali e di buon gusto senza stravolgere la vicenda ma riportando in vita un titolo legato a un determinato periodo storico.
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